The Wall, il muro reso dai Pink Floyd l’emblema di tutti i muri fisici e mentali che l’uomo pone tra sé e il mondo, è stato oggetto di polemiche per il nuovo show portato in scena da Roger Waters. Dall’imponente schermo di ottanta metri, una delle sequenze video che accompagnano il concerto prevede una pioggia di simboli religiosi e loghi aziendali sganciati da bombardieri B52.
Tra le icone, la stella di David.
Sono state perciò mosse all’artista accuse di anisemitismo da parte di Abraham H. Foxman, direttore dell’ Anti-Defamation League.
Waters ha replicato sottolineando come la stella di David sia solo uno dei simboli ad apparire – tra cui anche il crocifisso, la falce e martello, la mezzaluna e stella, il logo Mercedes, il simbolo del dollaro e della compagnia petrolifera Shell – e il suo messaggio voglia essere contro tutte le divisioni create da conflitti ideologici.
D’altra parte, l’ex-leader dei Pink Floyd non ha mai mancato di manifestare apertamente le proprie posizioni politiche, anche riguardo al “muro” israeliano, la barriera di separazione su cui, in occasione di una sua visita in Israele nel giugno 2006, il musicista ha scritto “Tear down the wall”, una frase tratta dal brano “The Trial” della rock opera “The Wall”.
La replica di Roger Waters su Facebook:
“In a recent news item on Foxnews/online, subsequently abridged in The London Evening Standard, Abraham Foxman, head of the ADL, (Anti-Defamation League) in the USA, accuses my new production of “The Wall” and by implication me, of anti-Semitism. A serious charge that demands a response. Had Mr Foxman come to my show before passing judgement and commenting publicly he might, I hope, have held his peace, as there is no anti Semitism in “The Wall” show. The song to which he refers, “Goodbye Blue Sky”, describes how ordinary people, military and civilians alike, suffer trauma in the aftermath of war. The visuals that accompany the song show waves of B52 bombers dropping various symbols from bomb bays on a war ravaged landscape. The symbols are: in no particular order, a Crucifix, a Hammer and Sickle, a Star of David, A Crescent and Star, a Mercedes sign, a Dollar sign, and a Shell Oil sign. Mr Foxman’s concern was that potentially the juxtoposition of a Star of David and a Dollar sign might incite hatred of Jews. Contrary to Mr Foxman’s assertion, there are no hidden meanings in the order or juxtaposition of these symbols. The point I am trying to make in the song is that the bombardment we are all subject to by conflicting religious, political, and economic ideologies only encourages us to turn against one another, and I mourn the concommitant loss of life. In so far as The Wall has a political message it is to seek to illuminate our condition, and find new ways to encourage peace and understanding, particularly in the Middle East.
Incidentally, being from England, I had never heard of the ADL until today, but I have googled them and I see from their mission statement of 1913 that their brief is not only to defend the Jewish people from defamation, but also, and I quote, ” to secure justice and fair treatment to all citizens alike and to put an end forever to unjust and unfair discrimination against and ridicule of any sect or body of citizens”. Perhaps we should all focus on that lofty ideal and stop cowering in our corners throwing stones at one another.”
“In un articolo recente su Foxnews/online, in seguito ridotto in The London Evening Standard, Abraham Foxman, capo della ADL (Anti-Defamation League) negli USA, accusa la mia nuova produzione di “The Wall” e implicitamente me, di antisemitismo. Una grave accusa che richiede una risposta.
Se il signor Foxman fosse venuto al mio show, prima di esprimere un giudizio e commentare pubblicamente, egli avrebbe potuto, mi auguro, tranquillizzarsi del fatto che non c’è antisemitismo nello spettacolo “The Wall”. La canzone a cui si riferisce, “Goodbye Blue Sky”, descrive come la gente comune, militari e civili allo stesso modo, soffrano traumi a seguito di una guerra. Le immagini che accompagnano la canzone mostrano ondate di bombardieri B52 far cadere vari simboli dai vani-bombe su un paesaggio devastato dalla guerra. I simboli sono: in nessun ordine particolare, un crocifisso, una falce e martello, una stella di David, una mezzaluna e stella, un logo Mercedes, il simbolo del dollaro e della compagnia petrolifera Shell. La preoccupazione del sig. Foxman è stata che la giustapposizione di una stella di David e del simbolo del dollaro avesse la potenzialità di istigare odio per gli Ebrei.
Contrariamente a quanto afferma il sig. Foxman, non ci sono significati nascosti nell’ordine o nella giustapposizione di questi simboli. Il punto che sto cercando di affermare nella canzone è che il bombardamento a cui siamo tutti soggetti per i conflitti tra ideologie religiose, politiche ed economiche non fa che spingerci uno contro l’altro, e mi affligge la concomitante perdita di vite. Nella misura in cui The Wall ha un messaggio politico, questo è di cercare di fare luce sulla nostra condizione e trovare nuovi modi per favorire la pace e la comprensione, in particolare in Medio Oriente.
Per inciso, essendo inglese, non avevo mai sentito parlare della ADL fino ad oggi, ma li ho cercati su Google e vedo dalla loro dichiarazione di missione del 1913 che il loro scopo non è solo quello di difendere il popolo ebraico dalla diffamazione, ma anche, e cito, “garantire la giustizia e il trattamento equo di tutti i cittadini e di porre fine per sempre all’ingiusta ed iniqua discriminazione e alla ridicolizzazione di qualsiasi setta o gruppo di cittadini”. Forse dovremmo tutti concentrarci su questo nobile ideale e smetterla di rannicchiarci nei nostri angoli a lanciare pietre l’uno contro l’altro.”
di Tania Morra
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